Questionario e intervista - Cristina Crippa

NOME   Cristina Crippa

DISCIPLINA  Danza

STATEMENT  Mi sono diplomata in pittura all'Accademia di belle arti di Brera a Milano. Durante l'Accademia ho studiato diversi tipi di danze fino ad innamorarmi della contact improvisation e dell'improvvisazione. La curiosità e la passione per la danza hanno spostato la mia attenzione dalla tela al corpo in relazione con spazio e persone. Il motore che innesca l’azione artistica risiede nell’osservazione. Sperimentando molteplici possibilità di occupazione, il corpo reclama il bisogno di esplorarsi per esplorare, conoscersi per conoscere e la libertà di essere soggetto agente e non oggetto agito.  

FASE 1 – CONOSCENZA PREGRESSA DEL TERRITORIO

Prima di essere coinvolgo in questo progetto conoscevi già il MoVe e il territorio di Lissone?

No, non conoscevo Il Mo VE nonostante sia nata a Seregno e lavorassi al MAC come operatrice didattica museale non l’ho mai notato perché non ha mai attratto il mio sguardo. Ricordo che quando Alberto mi ha parlato del progetto e del Move mi sono stupita di non averlo mai notato.
Conosco invece bene il territorio di Lissone perché nata e cresciuta, come dicevo, a Seregno.

FASE 2 – AVVICINAMENTO AL TERRITORIO

Quali fonti di informazione hai utilizzato per definire il tuo intervento sul territorio? (rispondi solo se rilevante nel tuo lavoro di avvicinamento al territorio)

Documenti caricati sulla cartella Dropbox

Che documenti hai consultato?

Ho guardato tutti i documenti e mi sono soffermata su “Approvazione avviso”all’interno dei documenti ufficiali, ero curiosa di capire le intenzioni che hanno mosso il creatore di questa struttura in accordo con il Comune.

Che tipo di informazioni ne hai tratto? 

Mi hanno colpita i molti modi in cui è stata definita questa struttura: canale conduttore della memoria collettiva, scultura-installazione totemica, totem urbano, porta urbana, museo verticale con l’obbiettivo di valorizzare l’identità e la memoria collettiva di Lissone. Mi hanno colpita queste informazioni perché non le ho percepite durante il mio sopralluogo, così come il desiderio che fosse ben visibile anche dalla vicina Strada Nuova Valassina, perchè nella mia esperienza, come già ribadito, non è mai stata ben visibile. 

Perché museo verticale, se la sua verticalità non si può esperire?
Sempre nel documento Lissone è stata definita storica capitale del mobile e del design, e la struttura è infatti realizzata con il legno, anche questa è stata un’informazione che ho raccolto poiché vengo da una famiglia di falegnami ed il legno e la sua lavorazione fanno parte delle mie origini, biografiche ed artistiche.

Come hanno influito sul tuo intervento?

Non lo so ancora perché non l’ho ancora realizzato, lavoro molto con l’improvvisazione.

Altre fonti

Che fonti hai consultato?

http://ec2.it/massimilianospadoni/projects/268223-atelier-xyz-archem-massimiliano-spadoni-architetto-paolo-mestriner-studioazero-federica-testori-move-lissone

Che tipo di informazioni ne hai tratto? 

Ho apprezzato le diverse fotografie dell’opera e le foto della fase di costruzione.

Come hanno influito sul tuo intervento?

Non lo so ancora
Attività di sopralluogo

Descrivi la tua attività di sopralluogo

Sono andata a vedere la struttura con Alberto la prima volta, ho osservato la struttura da più punti di vista e osservato cosa la circondava.

Descrivi la tua esperienza durante il sopralluogo (emozioni, sensazioni, pensieri….)

La prima sensazione che ho provato è stata stupore, per il fatto di non averla mai vista, e sempre stupore in merito alla scelta della sua collocazione. Ho osservato il prato malcurato a ridosso di una strada trafficatissima. Mi sono chiesta: perché qui? Al di là del valore o meno della struttura ho trovato il luogo totalmente inappropriato, a chi piacerebbe passare del tempo nello smog a ridosso di auto e tanto rumore?

Se hai interagito con delle persone, descrivi la tua esperienza a questo proposito

Ho interagito con Alberto e parlato della struttura.

Che tipo di informazioni hai tratto dall’attività di sopralluogo? 

Che non sarebbe stato un posto che avrei scelto per la mia ricerca, perché normalmente lavoro su luoghi che mi attraggono, d’altra parte però mi è sorta curiosità anche e proprio per questo oltre al credere molto in questo progetto, che trovo brillante e vivo e questo alimenta il motore della mia azione artistica.
Ho inoltre pensato che nel momento del mio intervento avrò freddo, perché normalmente non amo coprire troppo il corpo durante la ricerca e che quindi dovrò capire come vestirmi. Mi è inoltre sorto il desiderio di arrampicarmi sulla struttura e non sono riuscita a capire se lo potrò fare solo osservandola, lo capirò agendo.

Come hanno influito sul tuo intervento?

Sicuramente cercherò diversi punti di vista fisici sulla struttura e proverò ad arrampicarmi. Mi interessa anche l’aspetto del traffico e delle macchine ma non so ancora se i miei interventi prenderanno in questione questo aspetto. Come dicevo lavoro molto con l’improvvisazione, parto da un’idea ma poi lascio che sia il mio corpo e l’mprovvisazione a guidarmi, e con il tempo ho constatato che il punto di partenza non coincide spesso con quello di arrivo.

FASE 3 – PERCEZIONE PRELIMINARE DEL TERRITORIO 

Puoi delimitare su mappa la tua area di azione oppure estenderla fino a dove è arrivata la tua indagine/riflessione?

Schermata 2019-02-24 alle 17.47.25.png

Quali sono le prime parole che ti vengono in mente (aggettivi, emozioni, sensazioni….)?

smog, dentro-fuori,fuggire, brianza, lavoro, Chatia, ragazzi, bambini, arte, fila, radio, routine, ispirazione, guidare 

Che immagini ti evoca? [inserisci immagini e/o descrizioni a piacimento]

L’immagine dello smog dall’alto.

Schermata 2019-02-24 alle 17.47.35.png

Se fosse una persona: che tipo di persona sarebbe (età, genere, aspetto estetico, abbigliamento, lavoro, hobby, personalità)? [inserisci immagini e/o descrizioni a piacimento]

Se penso all’area sarebbe un anziano sui 65 anni, maschio, imprenditore, curato, molto dedito al lavoro, con un forte senso del sacrificio, che vuole che le cose funzionino bene e che creino profitto, con difficoltà emotive, di ascolto verso i suoi reali bisogni e verso quelli che lo circondano.
Se penso al MoVe sarebbe un adolescente che non ha ancora capito cosa vuole fare e cosa realmente gli piace e dove vorrebbe vivere. Ha grandi potenzialità ma tanta confusione sulla propria identità. 

È una persona serena perché…

È una persona poco serena perché…

Nel caso dell’imprenditore sente di invecchiare e l’identificazione del proprio sé con il lavoro inizia a sbiadire e questo gli procura forte turbamento e ansia.

Nel caso dell’adolescente si sente incastrato a vivere in un luogo che non gli permette di essere valorizzata e teme di essere “sbagliato”perché fa fatica a risuonare con ciò che lo circonda e spesso si sente vuoto e solo. Sogna di partire per scoprire nuovi punti di vista e diversi modi di vivere.

Cosa le manca per realizzarsi?

Nel caso dell’imprenditore permettersi di essere al di là del lavoro, nel caso dell’adolescente avere la possibilità di esprimersi per cio che è e sentirsi valorizzato e visto.

Immagina che tra 10 anni questo territorio sia uno dei luoghi più conosciuti e amati della zona. Cos’è successo?

Hanno deviato la Valassina in un altra porzione di territorio, l’area verde in cui è situato viene curata, vengono creati eventi che ne permettono la sua valorizzazione.

Immagina che tra 10 anni questo territorio sia un luogo abbandonato a se stesso. Cos’è successo?

È rimasto tutto com’è e il Comune non propone nulla affinchè l’area possa essere valorizzata


Alberto Gianfreda