Questionario e intervista - Alberto Gianfreda
NOME Alberto Gianfreda
DISCIPLINA scultura
STATEMENT
FASE 1 – CONOSCENZA PREGRESSA DEL TERRITORIO
Prima di essere coinvolgo in questo progetto conoscevi già il MoVe e il territorio di Lissone
Si, perché sono nato a Desio, che è la città confinante con Lissone. Non ho mai frequentato Lissone ma da quando è apparsa mi ha sempre incuriosito quella struttura sotto la Valassina. Prima di lavorare al progetto l’ho sempre vista passando, non avevo mai avuto occasione di fermarmi a guardarla. Poi sono apositamente uscito in macchina dalla Valassina per vederla. Ci sono passato accanto passando dalla strada principale, via Cadorna. Non mi ero mai avvicinato a piedi prima di lavorarci.
FASE 2 – AVVICINAMENTO AL TERRITORIO
Quali fonti di informazione hai utilizzato per definire il tuo intervento sul territorio? (rispondi solo se rilevante nel tuo lavoro di avvicinamento al territorio)
Documenti caricati sulla cartella Dropbox
Che documenti hai consultato?
tutti i documenti presenti nella cartella dropbox: di interesse per il progetto l’assegnazione dell’incarico e il progetto originale del Mo.VE
Che tipo di informazioni ne hai tratto?
Il progetto originale del Mo.Ve fa emergere come i progettisti cercassero un rapporto diverso con il territorio da quello attuale. La torre sarebbe dovuta essere accessibile fino al piano più alto per permettere un’estensione dello sguardo fino alle prime alpi. Ho trovato rilevante il processo partecipativo che hanno provato ad innescare durante la costruzione; anomalo per una struttura così grande e autocostruita. Interessante il cv del Mo.VE che mostra un riconoscimento significativo dell’elemento archiettonico (premi, pubblicazioni, ecc…) a differenza della percezione che si ha dell’oggetto vedendolo nel luogo.
Come hanno influito sul tuo intervento?
Le fonti consultate hanno più che altro concorso a creare una precisa visione rispetto al rapporto tra attesa del committente, il comune di Lissone, i progettisti e il percepito. Hanno influito determimando i punti su cui riflettere, il fallimento del processo partecipativo nel lungo termine è un tema centrale anche se non direttamente progettuale.
Altre fonti
Che fonti hai consultato?
Materiale trovato in internet non catalogabile. Gruppi fb per capire se corrispondo alla cittadinanza che ha partecipato alla costruzione del Mo.VE e quindi sono esperessione di un attaccamento all’edificio.
Osservazione ed esperienza diretta del luogo
Che tipo di informazioni ne hai tratto?
Tutte le recensioni o articoli trovati in internet non sono recenti quindi segnalano inattività dal punto di vista della comunicazione e impiego del luogo. Il gruppo fb è inattivo ed evidenzia l’inesistenza di attenzione e cura rivolta alla struttura
Come hanno influito sul tuo intervento?
La percezione di distanza della cittadinanza espressa dalle fonti potenzialmente più vive, (fb, ecc…) e l’esperienza diretta dei casi di intervento che precedono il mio, mi hanno portato per assurdo a prendere le distanze da un processo che coinvolgesse le persone. Ho sentito il tema della partecipazione come evidentemente urgente ma forzato in questo momento.
Attività di sopralluogo
Descrivi la tua attività di sopralluogo
Il sopralluogo iniziale mi ha portati ad entrare per la prima volta dentro alla struttura “Leggere il territorio con l’arte”, sia andati dal MAC al Mo.VE. Ero con il direttore del Museo di Arte contemporanea di Lissone, Zanchetta, e abbiamo fatto in auto il percorso tra MAC e Mo.VE. Abbiamo realizzato fisicamente il senso del progetto per il committente, collegare le due strutture nel senso e nella funzione.
Descrivi la tua esperienza durante il sopralluogo (emozioni, sensazioni, pensieri….)
Stavamo iniziando un progetto impegnativo e la struttura era completamente abbandonata. Ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a un luogo con un potenziale enorme dove per farci qualsiasi cosa ci sarebbe voluto un gran lavoro. Pulirlo mi sembrava la prima azione da fare e poi ripristinare la parte tecnica che non era funzionante. Mi ha incuriosito molto il rapporto tra senso di abbandono della struttura, all’interno erano presenti cartoni, resti di banchetti, e l’assenza di gesti realmente vandalici. L’unico segno “aggressivo” era una tag sul palo verticale e qualche filo staccato.
Se hai interagito con delle persone, descrivi la tua esperienza a questo proposito
Nel primo sopralluogo ho interagito con il direttore del Museo Zanchetta, esperto conoscitore del territorio. Ho avuto la sensazione della consegna di un luogo vuoto, senza progetto, senza speranza reale: fanne quello che vuoi!
Che tipo di informazioni hai tratto dall’attività di sopralluogo?
Ho avuto la percezione di uno spazio dove qualsiasi cosa sarebbe potuta accadere senza che nulla potesse succedere nel profondo.
Come hanno influito sul tuo intervento?
La percezione data dal primo sopralluogo e dal dialogo con Zanchetta ha segnato in realtà la possibilità di impiantare tutto il progetto “Leggere il territorio”. La percezione di marginalità di quel luogo ha sicuramente segnato la progettuallità dell’intervento che vorrei realizzare. Il rapporto tra margine e centralità mi sembra un tema estremamente ineteressante da sviluppare. E’ come se mettessimo in periferia un segno al quale chiediamo di essere un centro e per di più di farlo nascondendosi. Soglia e centro assieme?
FASE 3 – PERCEZIONE PRELIMINARE DEL TERRITORIO
Puoi delimitare su mappa la tua area di azione oppure estenderla fino a dove è arrivata la tua indagine/riflessione?
Pensando al territorio di riferimento…
Quali sono le prime parole che ti vengono in mente (aggettivi, emozioni, sensazioni….)?
Invisibile, senza memoria, deteriorabile quindi con poco futuro
Che immagini ti evoca?
Accidia. O, come la chiama Enzo Bianchi, acedia, prendendo di peso il vocabolo greco che significa “senza cura”. Uno sbadiglio potrebbe essere la sua icona. I suoi seguaci? I pigri, quelli che ciondolano in giro tutto il santo giorno senza combinare niente. Noia, insomma. (da accidia, uno sbadiglio ci seppellirà. E. Bianchi)
Se fosse una persona: che tipo di persona sarebbe (età, genere, aspetto estetico, abbigliamento, lavoro, hobby, personalità)? [inserisci immagini e/o descrizioni a piacimento]
È una persona serena perché…
Si è serena
È una persona poco serena perché…
Si è poco serena
Cosa le manca per realizzarsi?
Il desiderio
Immagina che tra 10 anni questo territorio sia uno dei luoghi più conosciuti e amati della zona. Cos’è successo?
L’area è stata ceduta per investimenti privati impiegandola nel settore terziario
Immagina che tra 10 anni questo territorio sia un luogo abbandonato a se stesso. Cos’è successo?
Sarebbe l’emblema del “terzo paesaggio” per dirla alla Clément. Dieci anni non basteranno ma con paziena diventare il luogo naturale più ineterssante della città dove tante specie di piante e animali conviveranno per abbandono.
Hai altre osservazioni relativamente al progetto?
no